POCHE IDEE MA BEN CONFUSE

 

L’edizione di lunedì quattro aprile del quotidiano la Repubblica contiene la trascrizione dell’intervista che il portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori, il genovese Marco Ferrando, ha concesso al livornese Matteo Pucciarelli.

 

 

Come sempre accade quando si cerca di leggere pezzi interessanti all’interno delle maggiori testate giornalistiche nazionali, ci si trova di fronte all’indecente abitudine di riservare la loro lettura integrale ai soli abbonati: per fortuna ci viene in soccorso il sito della formazione trotzkista.

 

L’intero ragionamento del mancato senatore rifondarolo è infarcito di posizioni condivisibili affiancate da altre assolutamente irricevibili: qui interessa il passaggio che concerne la resistenza ucraina e l’invio di armi da parte dell’Italia.

 

A domanda specifica, il professore di filosofia risponde: «la resistenza è tale se ha a disposizione delle armi, la mitologia assolutista della non violenza si pone al di fuori della realtà e della lotta tra oppressi e oppressori. L’invio è funzionale ad impedire che l’Ucraina passi dall’influenza dell’imperialismo occidentale a quello russo, ma la Resistenza ha diritto a utilizzare ogni arma difensiva possibile».

 

Subito appresso precisa: «Poi ricordiamo che se ostacoli i bombardamenti o i carri armati le vite le salvi. In Parlamento voteremmo no all’invio di armamenti, però il diritto a usarle c’è tutto»; insomma, poche idee ma ben confuse: è giusto equipaggiare chi combatte contro gli invasori russi, e quindi si giustifica l’invio delle armi da parte italiana, ma in Parlamento si voterebbe contro.

 

 

Bosio (Al), 10 aprile 2022

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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